Successione ereditaria: inventario o presunzione del 10%, quali regole?



Interessante ordinanza della Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, depositata il 20 maggio 2026, n. 15327, in materia di imposta di successione, attivo ereditario, inventario dei beni mobili e presunzione legale del 10%.

L’Agenzia delle Entrate aveva ricalcolato l’imposta di successione, applicando la presunzione dell’art. 9, comma 2, del D.Lgs. n. 346/1990, sostenendo che l’inventario non fosse idoneo perché non riportava tutti i beni del de cuius, in particolare gli immobili.

La Cassazione, però, rigetta il ricorso dell’Agenzia.

Secondo la Corte, la presunzione del 10% può essere superata quando l’inventario consente comunque di ricostruire la consistenza di denaro, gioielli e mobilia, senza dover adottare una lettura eccessivamente formalistica.

In altre parole: l’inventario serve a provare il valore dei beni mobili rilevanti ai fini dell’art. 9 TUSD, non a diventare una trappola notarile in cui, se manca una vite, cade tutto lo scaffale.

 

Il caso

La controversia nasceva da un avviso di liquidazione con cui l’Agenzia delle Entrate aveva rideterminato l’imposta di successione sull’eredità di un contribuente.

L’Ufficio aveva:

  • rideterminato la base imponibile considerando alcuni immobili;
  • applicato, per i beni mobili, la presunzione legale dell’art. 9 TUSD;
  • calcolato denaro, gioielli e mobilia nella misura del 10% del valore globale netto imponibile dell’asse ereditario.

La contribuente aveva contestato l’avviso, sostenendo che l’inventario dei beni mobili e la dichiarazione di successione consentivano comunque all’Ufficio di avere piena contezza del patrimonio ereditario.

I giudici di merito avevano accolto la tesi della contribuente.

La Cassazione conferma.

 

Il principio affermato

L’art. 9, comma 2, TUSD prevede che denaro, gioielli e mobilia si considerano compresi nell’attivo ereditario per un importo pari al 10% del valore globale netto imponibile dell’asse, anche se non dichiarati o dichiarati per un importo inferiore.

Questa presunzione può essere superata se da un inventario analitico risulta un importo diverso.

La Cassazione precisa, però, che tale previsione non deve essere letta in modo eccessivamente formalistico.

L’inventario ha una funzione probatoria: serve a dimostrare la reale consistenza di denaro, gioielli e mobilia. Se questa funzione è soddisfatta, la presunzione può essere superata.

 

Inventario e dichiarazione di successione: due piani distinti

La Corte valorizza un punto importante: l’art. 9 TUSD riguarda la base imponibile dell’imposta di successione, non la validità civilistica dell’accettazione beneficiata.

Nel caso esaminato, i beni immobili risultavano comunque indicati nella dichiarazione di successione, mentre i beni mobili erano stati oggetto di inventario.

Pertanto, l’Ufficio aveva avuto conoscenza del patrimonio ereditario nel suo complesso.

 

 

FAQ PatrimoniaHub

1. Che cosa prevede l’art. 9 TUSD?

Prevede che l’attivo ereditario comprenda tutti i beni e diritti oggetto della successione. Inoltre, denaro, gioielli e mobilia si presumono compresi nell’attivo per un importo pari al 10% del valore globale netto imponibile dell’asse ereditario.

 

2. La presunzione del 10% si applica sempre?

No. Si applica se denaro, gioielli e mobilia non sono dichiarati o sono dichiarati per un valore inferiore, salvo che da inventario analitico risulti un importo diverso.

 

3. Che cosa significa “mobilia” ai fini dell’art. 9 TUSD?

Per mobilia si intende l’insieme dei beni mobili destinati all’uso o all’ornamento delle abitazioni, compresi i beni culturali non sottoposti a specifico vincolo.

 

4. L’inventario deve necessariamente comprendere anche gli immobili?

Secondo questa pronuncia, ai fini del superamento della presunzione del 10%, ciò che rileva è che l’inventario consenta di provare la reale consistenza di denaro, gioielli e mobilia. Gli immobili, se indicati nella dichiarazione di successione, sono comunque conoscibili dall’Ufficio.

 

5. Se l’inventario riguarda solo i beni mobili, può bastare?

Sì, se è idoneo a dimostrare il valore effettivo dei beni mobili rilevanti ai fini dell’art. 9 TUSD. La Corte esclude una lettura eccessivamente formalistica della norma.

 

6. La presunzione del 10% riguarda anche gli immobili?

No. La presunzione riguarda denaro, gioielli e mobilia. Gli immobili rilevano nella determinazione complessiva dell’asse, ma non sono l’oggetto diretto della presunzione.

 

7. L’inventario serve solo in caso di accettazione con beneficio di inventario?

No. In questa prospettiva, l’inventario ha una funzione probatoria fiscale: serve a dimostrare la consistenza effettiva di determinati beni mobili, indipendentemente dal tema civilistico dell’accettazione beneficiata.

 

8. Se l’erede accetta tacitamente l’eredità, può comunque superare la presunzione?

La pronuncia valorizza la possibilità di superare la presunzione anche nell’ipotesi di accettazione tacita, se l’inventario consente comunque di provare il valore effettivo dei beni mobili.

 

9. L’Agenzia può contestare il valore indicato nell’inventario?

Sì. La Cassazione precisa che resta fermo il potere-dovere dell’Amministrazione di contestare il valore attribuito ai beni mobili in inventario. Nel caso esaminato, però, tale contestazione non era stata esercitata nei termini rilevanti.

 

10. Qual è l’errore operativo da evitare?

Confondere i piani.

Da un lato vi è l’inventario come strumento civilistico collegato all’accettazione beneficiata.
Dall’altro vi è l’inventario come strumento probatorio fiscale per superare la presunzione del 10%.

Sono piani collegati, ma non sovrapponibili. E quando si sovrappongono troppo, di solito non nasce chiarezza: nasce un accertamento.

Avv. Francesco Frigieri